
Dopo la presenza lo scorso 12 febbraio al carcere di Secondigliano, il coach venafrano commissario tecnico dell’Italbasket rosa Andrea Capobianco ha avuto un altro forte momento di promozione dei valori dello sport, del basket e della socialità con i detenuti della casa circondariale ‘Antonio Santoro’ di Potenza.
«È stata un giornata ricca di emozioni, significativa e molto formativa, credo per tutti», ha affermato lo stesso tecnico molisano al sito federale di Italbasket.
Accompagnato da Gianfranco Pace, responsabile Cna per la Basilicata, ha partecipato ad un incontro con gli ospiti della struttura penitenziaria.
Ad introdurre l’appuntamento Sonia Crovatto, che ha giocato in serie A2 qualche anno fa ed oggi ha il ruolo di funzionario giuridico pedagogico, responsabile area trattamentale presso la struttura.
«Sento di dover ringraziare il comitato regionale Fip della Basilicata ed il suo presidente Giovanni Lamorte, per aver organizzato l’incontro e la dottoressa Crovatto per averci spiegato il lavoro che fanno. Ovviamente abbiamo parlato e mi ha fatto piacere ricevere tante domande alla fine del mio intervento», ha aggiunto Capobianco.
Che, nella circostanza, si è un po’ raccontato, parlando poi degli errori che ha commesso: «Dipende dal livello degli errori che si compiono, ma credo che si possa sempre provare a rimediare. Ho parlato del non mollare e del non abbattersi davanti alla difficoltà, dei sogni che possiamo avere e che è vivifico cercare di realizzarli, ma senza cercare scorciatoie. È stata una chiacchierata, non un lezione per carità, ma credo molto positiva perché ho visto tanta, tanta partecipazione dal direttore della casa circondariale, Paolo Pastena, agli altri addetti ai lavori, agli stessi detenuti. Un incontro che mi ha fatto crescere come persona e come tecnico e mi ha emozionato perché ho avuto modo di affermare e confermare il motivo per cui operiamo nel mondo dello sport. Far sport è molto più di un di una semplice palla che va in un canestro: si vince grazie ai valori, valori che si imparano e si trasmettono. Nello sport puoi perdere, ma hai anche l’occasione per rifarti. Grazie ai valori comuni», ha concluso Capobianco.